Statement of Purpose

Manifesto

L’ANELLO che non tiene nasce nel già ricco e vario panorama delle riviste di Italianistica con propositi ambiziosi, nel tentativo di rinvigorire lo statuto della Letteratura in quanto Arte non semplicemente da fruire come prodotto provvisorio, ma da vivere con pienezza. La nascita della rivista negli Stati Uniti alla fine degli anni Ottanta non è semplicemente dovuta alla mera casualità che domina molte vicissitudini anche in campo artistico, alla contingenza che ha trovato, o forse costretto, o forse spinto gli editori a questa impresa; non è semplicemente imputabile all’hic et nunc terribile che lega e spiega ogni esperienza umana: tale nascita trova la sua ragion d’essere nella necessità, sempre più avvertita dagli Italianisti in America, di cogliere il valore estremo della posizione prospettica assunta vivendo fuori dell’ambiente culturale italiano, ed europeo in senso più generale, ma al tempo stesso facendo continuamente i conti con quell’ambiente. In questo modo l’esperienza cultura binaria – che spesso si identifica con l’esilio (da intendersi non nel senso geografico, ma spirituale) – diventa una scelta di vita, un arricchimento esistenziale che apre le porte alla conoscenza del nostro bagaglio privato e collettivo. Il ruolo dell’intellettuale può così veramente definirsi ‘l’anello che non tiene’, in quanto dei due mondi, delle due culture coinvolte rappresenta il legame, la congiuntura, che tuttavia trova sempre l’istanza dello scacco insita nello statuto stesso dell’intellettuale, pronto a mettere tutto in questione.

L’ANELLO che non tiene: il sintagma montaliano non è casuale. La Letteratura, l’Arte, la Cultura si distendono tra i due bordi dell’esistenza umana, nella circolarità di Vita e Morte, al di là d’ogni rapporto di Causalità, al di là d’ogni Storia, perennemente; e soltanto in un continuo e più profondo interrogarsi forse può esistere risposta.

Ernesto Livorni